Anno 99 Nume-o 298 LA STAMPA Giovedì 16 Dicembre 1965 Impressionante rapporto al Consiglio della Nato McNamara illustra agli alleati la minacciosa potenza della Cina Pechino è impegnata in un gigantesco sforzo militare, cui dedica il 10 per cento del prodotto nazionale - E' già in grado di produrre bombe nucleari; sta costruendo missili a medio raggio e dispone di sommergibili per lanciarli; tra due anni potrebbe colpire l'America - Ha un esercito di 2 milioni e 300 mila uomini - «Ora il pericolo per il mondo — dichiara il ministro — è che i cinesi agiscano come parlano. Alla lunga potrebbero minacciare i vitali interessi degli Stati Uniti e dell'Europa» (Dal nostro inviato speciale) Parigi, 15 dicembre. « lì pericolo è in Asia », ha detto oggi McNamara al Consiglio atlantico. Dopo il rapporto di Rusk, in massima parte sulla guerra del Vietnam, McNamara ha svolto un'analisi impressionante dello sforzo militare cinese. La Cina comunista è impegnata nella costruzione di missili a media gittata, che saranno operativi nel '67, e di missili intercontinentali, che saranno operativi nel '75. Dispone già di sommergibili, che fra due anni potranno trasportare missili balistici. Produce abbastanza materia fìssile per disporre nei prossimi anni di uno stock di bombe nucleari, anche se non grande. L'esercito cinese di terra comprende 2 milioni e 300 mila uomini, senza la polizia e le formazioni paramilitari: il più numeroso esercito del mondo. L'aviazione conta 1500 aerei. Sebbene la Cina comunista sia un paese povero, sull'orlo della carestia, dal 1962 dedica alle spese militari il 10 per cento del prodotto nazionale lordo. I paesi paragonabili alla Cina in termini di risorse economiche, come l'India, il Pakistan, l'Afganistan e il Brasile, dedicano alle spese militari dall'I al 3,2 per cento del loro prodotto. « Ora il gran pericolo per 11 mondo — ha detto McNamara — è che i governanti cinesi agiscano come parlano ». Per la prima volta, una conferenza della Nato è stata invitata a discutere su una prospettiva diversa da quella dell'espansione sovietica, che nel '49 fu all'origine della Alleanza. McNamara ha chiesto agli alleati di prendere sul serio la nuova minaccia, anche se non è immediata e se è remota geograficamente dall'Europa. Ha parlato con estremo vigore e citando, secondo il suo stile, una vasta documentazione: comprese le cifre che testimoniano come il Pentagono abbia adottato misure strategiche e di bilancio proporzionate alle prospettive. Agli alleati sono stati posti tre interrogativi. Primo: se considerino fondata la previsione che nei prossimi venti anni la Cina potrà estendere la sua influenza per vie dirette o indirette in gran parte dell'Asia, in alcune regioni dell'Africa e persino nell'America Latina. Secondo: se abbiano dubbi che gli interessi vitali dell'Europa e dell'America potranno essere colpiti. Terzo: che cosa l'Occidente dovrebbe fare. Proprio oggi si svolgeva a Varsavia il centoventottesimo incontro fra l'ambasciatore americano John Gronouski, alla ricerca di un'occasione di negoziato con Pechino, e l'ambasciatore dell'intransigente governo cinese, Wang Thuan-kuo. McNamara ha precisato che l'allarme di Washington non comporta un ritiro delle truppe americane dall'Europa e non ha parlato delle conseguenze che derivano dalla nuova situazione sul terreno politico: per esempio in tema di rapporti con l'Urss. Ma tali conseguenze sono ovvie. Rispetto ad altri governi, soprattutto a quello di Bonn, Washington guarda la Russia « dall'altra parte del binocolo ». La crisi dell'Asia può essere stata drammatizzata da McNamara, come già da Rusk, per ottenere un maggiore sostegno sul conflitto vietnamita. Ma è un fatto che gli Stati Uniti, alleati non solo dei 15. Paesi della Nato, ma complessivamente di 42 nazioni, giudicano con maggiore sensibilità la nuova scala dei rischi. Tale sensibilità, mentre l'America è impegnata nel Vietnam, spiega anche perché Washington sia riluttante a suscitare nuovi problemi con Mosca, per esempio a causa della Germania e delle sue ambizioni nucleari. All'opposto, la prudenza americana verso Bonn potrebbe essere la contropartita d'una influenza moderatrice dell'Urss in Asia, ammesso che prima o poi i russi possano esercitarla. Ieri Rusk non aveva men¬ zionato i progetti per la forza atomica «multilaterale»; oggi McNamara ha del tutto ignorato l'argomento. Invece il ministro tedesco del la Difesa, Von Hassel, s'è dilungato sulla minaccia che l'Urss tuttora costituisce secondo il governo di Bonn. Von Hassel ha affermato, come già ieri Schroeder, che la Repubblica federale non si considera sicura senza partecipazione alle responsabilità nucleari. I tedeschi sono i più riluttanti ad ammettere che molto è cambiato in Europa, e lo sono in funzione dello « status » di potenza para-nucleare che Bonn rivendica. Quasi tutti gli interlocutori sono ostili alle aspirazioni di Bonn o non impegnati a favorirle. E' un altro dato nuovo di questo Consiglio atlantico. Gl'inglesi appaiono i più risoluti a porre su nuove basi i rapporti con l'Est europeo, anche se non ne traggono come De Gaulle la conseguenza che la Nato sia superata. Essi insistono affinché l'America scelga il dialogo con l'Urss per un patto contro la proliferazione atomica piuttosto che cedere a Bonn, allarmando i russi a torto o a ragione Un ministro danese ha avvertito che il timore sovietico d'una Germania atomi' ca non è propaganda. Per la Francia, lo stesso De Gaulle ha detto alla televi sione : « La Germania si trasforma e non sappiamo do ve giungeranno le sue am bizioni, assolutamente non lo sappiamo. I tedeschi, che volete, si vedono come sono, ossia tagliati in due o anche in tre se teniamo conto dello statuto di Berlino, e dispongono d'una potenza economica già ragguardevo le. Per forza essi nutrono ambizioni. E' necessario che le ambizioni della Germania siano automaticamente le nostre? ». Le inquietudini tedesche non trovano un clima propi zio, anche se il precedente della bomba atomica fran cese ha offerto a Bonn qual che argomento. Al Consiglio atlantico non solo si è taciuto finora sui progetti di « cogestione » nucleare, ma è stato precisato che lo stesso comitato per la stra^ tegia atomica istituito per offrire una « corresponsabilità » indiretta alla Germania è consultivo e provvisorio: dev'essere deciso entro domani con quale termine i suoi compiti dovranno cessare. Alberto Ronchey L'America aumenta le spese per la difesa? Secondo il « N. Y. Times » il prossimo bilancio militare salirebbe a 60 miliardi di dollari New York, 15 dicembre. Secondo indiscrezioni di stampa, Johnson si prepara ad aumentare del 13 per cento nel prossimo anno finanziario il bilancio della ditesa che salirebbe così alla cifra di 60 miliardi di dollari (37 mila miliardi di lire). La dettagliata rivelazione dei progetti finanziari del governo, che tuttavia sarebbero ancora allo stato di semplice progetto è stata fatta stamane dal New York Times in una corrispondenza da Washington in cui vengono citate fonti competenti. Si tratta, con ogni probabilità di una indiscrezione voluta allo scopo di sondare le reazioni dell'opinione pubblica e del Congresso a un provvedimento di evidente gravità e portata. Il presidente Johnson presenterà il bilancio della difesa insieme agli altri bilanci, all'approvazione del Congresso dopo la sua riconvocazione nel mese di gennaio. A quanto pare le cifre sono state già in linea di massima definite nei colloqui che il Presidente ha avuto in questi giorni sull'argomento con i suoi principali collaboratori, e in particolare con i segretari Me Namara e Rusk, e con il direttore del bilancio. Schultze. Le fonti di Washington sottolineano tuttavia che la cifra complessiva è ancora molto approssimativa. Essa potrebbe essere tenuta leg germente al disotto dei 60 miliardi (probabilmente per motivi psicologici) oppure essere aumentata fino ad un massimo di 61 miliardi (Ansa) Lungo e «franco» colloquio tra cinesi e americani per la crisi vietnamita Varsavia, 15 dicembre. Il nuovo ambasciatore americano in Polonia, John Grenowski, ha avuto stamane un colloquio con l'ambasciatore cinese a Varsavia, Wang Kuo Chuang, sulla guerra del Vietnam. E' la prima volta che i rappresentanti dei due Paesi, che hanno avuto oltre cento incontri negli ultimi dieci anni, discutono della crisi vietnamita. Il colloquio è durato due ore e 45 minuti. I due diplomatici hanno stabilito di rivedersi il 16 marzo. Al termine dell'incontro, Wang Kuo Chuang ha dichiarato che l'incontro è stato «franco ». Alla domanda se le relazioni fra Cina e Stati Uniti siano ora più tese, egli ha risposto : « I rapporti fra i due Paesi sono sempre stati tesi ». L'ambasciatore, che oggi, insolitamente, ha risposto alle domande dei giornalisti occidentali, ha detto che è difficile valutare se sia stato fatto qualche progresso. Su ogni problema toccato, III congresso del psiup si apre oggi a Roma I delegati sono circa 500 Roma, 15 dicembre Nella stessa sala dell'Eur dove l'il e il 12 gennaio 1964 ottocento delegati dissidenti decisero la scissione dal psi, Bi aprirà domani con la relazione dell'on. Vecchietti il primo congresso nazionale del psiup che si concluderà domenica 19 dicembre. I partecipanti sono 500, uno ogni 300 iscritti o frazione superiore a.i 150. e rappresentano 152 mila tesserati, suddivisi in 4127 sezioni e 631 micini d'azienda, raggruppati in 101 federazioni. n congresso dovrebbe dare un quadro non solo della consistenza organizzativa del partito sorto due anni or sono ma soprattutto indicazioni la posizione cinese « e quanto mai chiara, ferma e irremovibile ». Grenowski ha dichiarato;ideologiche" di l'argo interesse che, durante il colloquio, egli ha ampiamente illustrato la politica americana nell'Asia sud-orientale, in vista di una soluzione pacifica dei gravi problemi di questa regione. L'ambasciatore ha aggiunto di sperare che il colloquio odierno ab-|volta bia permesso qualche pos- Fra le delegazioni straniere sibilità di progresso verso | spiccano quelle dei partiti cola liberazione di cinque ame-l ""misti dell'Urss, di tutti i i paesi orientali, di Cuba. Tutti ncam attualmente mearce- , partiti nazionali son0 Btat: rati nella Cina Popolare.! invitati, ad eccezione del msi La scissione, ratificata nel zennaio del 1964, era latente da. anni e si era concretizzata nel novembre del 1963 quando 25 deputati e 13 senatori socialisti abbandonarono le aule della Camera e del Senato al momento della votazione della fiducia al primo governo Moro cui partecipava, per la prima (Ass. Press) le del pdium. 1. f. Il premier inglese Wilson alla partenza per New York con la moglie (Tel. A.P.) (Dal nostro corrispondente) Londra, 15 dicembre. « Esaminerò con il presidente Johnson l'intero panorama internazionale». Così ha dichiarato oggi, alla sua partenza da Londra, il primo ministro Wilson. Il suo aereo è decollato alle 13,20 ora locale. « La nostra attenzione — ha aggiunto Wilson — si dirigerà soprattutto sul costo degli armamenti. Sia noi sia gli americani stiamo studiando come accrescere la potenza militare senza appesantire l'onere economico ». Il premier ha poi ripetuto che l'Inghilterra appoggia la politica americana in Vietnam, « soprattutto ora che Washington è pronta a negoziare ». La visita di Wilson in America, la terza da quando egli è a capo del governo inglese, si svolgerà in due tempi: domani il primo ministro pronuncerà un discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, venerdì si recherà a Washington, per incontrarsi con Johnson. All'Onu, Wilson illustrerà le linee fondamentali della politica britannica nei confronti della Rhodesia e raccomanderà ai rappresentanti degli Stati del mondo — la maggioranza dei quali costituisce ora il blocco dei « non allineati » — di cooperare con il governo di Londra con pazienza e determinazione. La parte più importante della visita del primo ministro sarà quella relativa ai colloqui con il presidente Johnson. I risultati dell'incontro anglo-americano potranno avere conseguenze di lunga portata, capaci forse dì orientare le relazioni bilaterali in materia politica e strategica per i prossimi dieci anni. I problemi della difesa, come ha detto lo stesso Wilson, avranno la prevalenza. Gli inglesi vogliono riesaminare i loro impegni militari alla luce delle proprie possibilità. « E' abbastanza chiaro — ha dichiarato il primo ministro — che noi siamo impegnati al di là delle nostre possibilità economiche e vi dovranno essere delle riduzioni ». Johnson, da parte sua, vorrà sa¬ pere quali sono le intenzio ni del governo britannico per quanto concerne il : uolo della potenza militare inglese nella zona «ad Est di Suez». E' noto, infatti, che la pre senza di contingenti armati britannici nel Sud-est asia tico è ritenuta importante dagli americani, preoccupati ora di non compromettere l'equilibrio delle forze m. ci. Biiiiiiiiiiiiiii;iiiiiiiiiiiiiliiiiiiiiiiitMiiiiiiiiii;iiiiiiiiiitiiiiuiiiiiifii iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiifiiitiiiiiiiiiiiiiiiiiitiiiiiiiiiiMiiuiiiiMiiiijiiMiiii[iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiitiiiiiiiiiiiiiiiiiitiiiiiiiiiiin Importanti consultazioni alla Casa Bianca Wilson in volo per Washington incontrerà Johnson, parlerà all'Onu Il Primo Ministro » dichiara alla partenza: «Esamineremo in particolare i problemi della difesa» - Wilson ripete che l'Inghilterra appoggia gli Stati Uniti nel Vietnam Erhard rinvia a domenica la partenza per l'America (Dal no? in corrispondente) Bonn, 15 dicembre. Il governo di Bonn avrebbe fissato in cinque punti — rivela Die Welt. vicino agli ambienti del ministero degli Esteri — le proposte sulla politica nucleare della Nato che Erhard farà lunedì e martedì a Washington al presidente Johnson. La partenza di Erhard, fissata per sabato, dopo due precedenti rinvìi, è stata spostata ancora una volta, a domenica. Le richieste di Bonn sarebbero le seguenti: 1 ) Una compartecipazione tedesca al processo di decisione nucleare è inevitabile. 2) Washington dovrebbe accettare che un eventuale accordo russo-americano per la non disseminazione delle armi atomiche non renda impossibile la costituzione di un sistema di difesa polivalente. 3) La Repubblica federale rinuncia al progetto americano di flotta multila-\ teraleda Mlf) ed è disposta ad accettare il progetto inglese « Anf », cioè una forza Nato con armi nucleari già esistenti. 4) Il diritto di veto contro l'impiego delle armi dovrà essere riservato esclusivamente al Presidente americano. 5) Bonn non si aspetta dai colloqui di Washington una decisione sulla formazione di questo sistema di difesa, al quale dovrebbero partecipare Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania. t. s. ailllllllllllllltItllMlllllllllll Illllllllllf llllUItllllllMIIItlMIIIIIIIIIIIIIIIIIIHIIIHIIMIIIIII Iti lllllllllllllllItlIIIIIIIIIKIttllllllllllMIIIItllItt Diecimila bimbi nacquero deformi Processata in Svezia la ditta che produsse il talidomide I genitori d'un piccolo senza braccia e senza gambe hanno chiesto i danni alla Società Se la fabbrica sarà condannata, dovrà pagare alle 100 vittime svedesi 6 miliardi di lire (Nostro servizio particolare) Stoccolma, 15 dicembre. Si è iniziato oggi di fronte alla magistratura svedese il processo per uno dei più sensazionali drammi di Questi ultimi anni: la vendita del farmaco < Talidomide » c/te provocò la nascita di bambini deformi in migliaia di famiglie in tutto il mondo. E' imputata una delle più grandi società farmaceutiche svedesi, la c Astra >, c)ie è accusata di aver messo in vendita il farmaco sema opportuni controlli sugli effetti che esso poteva avere sulle gestanti. I genitori di un bimbo di quattro anni, Rolf Lager di Nykoeping, nato senza braccia e senza gambe per avere fatto la madre uso del farmaco, hanno citato la ditta per danni Nella udienza odierna, l'avvocato dei Lager, Sjoestroem, ha sostenuto che la società < Astra » è colpevole per non avere eseguito sufficienti analisi cliniche e farmacologiche sul prodotto prima che venisse immesso sul mercato. Il le¬ gale ha chiesto al tribunale di condannare la ditta farmaceutica a pagare i danni morali e materiali per la terribile infermità del piccolo. La somma non è stata ancora precisata sebbene si supponga che sarà molto alta. E' questo il primo processo che viene celebrato per il < Talidomide » e si ritiene che il verdetto costituirà un precedente di notevole importanza internazionale. Nella sola Svezia, circa cento bambini sono nati deformi perché le loro madri avevano fatto uso del farmaco incriminato. Secondo una valutazione fatta da organi competenti svedesi i bambini rimasti deformi per questo farmaco in tutto il mondo non sono meno di diecimila. Uno dei più drammatici casi connessi con l'uso del « Talidomide » fu quello della signora Sherry Finkbine di Phoenix, in Arizona, che nel 1962 venne in Svezia per ottenere un aborto legale dopo che la magistratura americana si era rifiutata di concederglielo. I medici di Stoccolma accertarono che il feto era deforme e la il I HHHHH^I H signora Finkbine fu sottoposta a intervento per interrompere la maternità. Successivamente, in America, la donna ebbe un figlio perfettamente normale. Trattandosi di un processo civile, il caso non potrà esaurirsi in poche sedute. Si prevede che le udienze si protrarranno per parecchio tempo e la sentenza è prevista per l'inizio della primavera. Comunque la società «Astra>, che risponderà per lettera alla Corte entro il 31 gennaio prosi simo, sarà condannata. Nella sola Svezia si prevede che saranno formulate richieste di danni da parte delle vittime del € Talidomide > per circa 50 milioni di corone pari a sei miliardi e 250 milioni di lire. Nella stessa fase preliminare del processo, la € Astra» sostenne che il farmaco che veniva venduto in Svezia con il nome di < Neurosedin» era stato sperimentato secondo le prescrizioni scientificìie internazionali. Dopo l'udienza preliminare di oggi, il presidente del Tribunale ha rinviato la causa al prossimo marzo. (Ass. Press) COMUNICATO AI SIGG. MEDICI In tutti i casi di insufficienza cardiaca) collasso, alterazioni del ritmo: l / CARDIOCHIM/ normalizzatore del ritmo cardiaco ad azione rapida e sicura. Privo di effetti secondari, il CARDIOCHIN è indicato specialmente nelle persone anziane, sulle quali svolge azione di cardiocinetico e di cardiotonico. Aut. 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La fabbricazione procede attivamente e al più presto sarà disponibile il quantitativo di globi necessario per effettuare tutte le consegne. PERINATALE «ALATE O^fEGALATEV^UNA Rappresentante di zona: Sig. GARABELLO GIUSEPPE - Via San Secondo, 86 - TORINO - Telef. 599.053