Anno 102 - Numero 128 LA STAMPA Giovedì 30 Maggio 1968 9 Interessa centomila lavoratori Firmato il contratto per i dipendenti dell'Enel I minimi aumentati del 4,75 per cento dal 1D gennaio '68 - Miglioramenti per chi ha una anzianità anteriore al 1952 - Nuove norme per la scelta del personale - Accolta la richiesta dei sindacati sulla graduatoria per gli assegni di merito - Le altre innovazioni (Nostro servizio particolare) Roma, 29 maggio. Il nuovo contratto di lavoro dei 100.000 dipendenti dall'Enel è stato firmato questa mattina. L'accordo prevede sensibili miglioramenti economici e normativi. I minimi retributivi sono stati aumentati del 4,75 per cento con decorrenza dal 1" gennaio 1968; si è convenuto di realizzare una « ricostruzione » delle carriere e degli scatti biennali per tutti i dipendenti che abbiano una anzianità anteriore al 1952. Le modalità per questa complessa operazione saranno concordate al più presto, ma fin da ora si è stabilito di destinare ad essa la somma annua di due miliardi. Nella retribuzione valida per il calcolo dell'indennità di licenziamento saranno comprese anche le indennità, o i compensi, goduti con carattere di continuità. Qualche passo avanti è stato compiuto anche per la revisione delle mansioni: si è concordato di aprire immediatamente l'accesso alle categorie CS, B2 e Bl e di riprendere entro il 30 settembre i negoziati per il « mansionario » con l'impegno di concludere per il 31 dicembre la prima fase relativa alla produzione e alla distribuzione. Pino a quest'ultima data verranno mantenuti gli attuali inquadramenti. Sono state migliorate le norme per la scelta del personale, agganciandola alla scheda di valutazione oltre che ad alcuni fattori obiettivi, e prevedendo la possibilità di tutela sindacale nei casi di ricorso. Il modello della scheda è itato definito in linea di massima; sono stati precisati i criteri di applicazione e le modalità di contestazione da parte del lavoratore. Per gli «assegni di merito » è stata accolta la richiesta dei sindacati per ot. tenere che la graduatoria per l'attribuzione degli assegni sia tenuta presso i competenti servizi del personale a disposizione delle segreterie sindacali che chiedessero di prenderne visione riservata. L'Enel si è dichiarato disposto a concordare i criteri per l'attribuzione degli assegni di merito nel caso in cui più lavoratori abbiano ottenuto un identico punteggio nelle note caratteristiche e non sia possibile attribuire gli assegni stessi a tutti gli interessati, senza superare il limite del 150Zo. Un'altra rivendicazione che ha rischiato di far interrompere le trattative quando ormai l'accordo era stato raggiunto su tutti gli altri punti, è stata accettata dall'ente. Si tratta della facoltà dei lavoratori dipendenti da ditte appaltatrici alla data del 1" gennaio scorso, di partecipare ai concorsi banditi dall'Enel entro il 31 dicembre 1970. I requisiti per accedere ai concorsi sono due: i lavoratori debbono aver prestato la loro opera come addetti alla esecuzione di determinati lavori di esercizio per almeno due anni consecutivi (anche se con interruzioni non superiori nel complesso ad un mese), e non devono aver superato il trentottesimo anno di età alla scadenza del termine di presentazione delle domande di partecipazione. Qualora i dipendenti degli appalti abbiano lavorato per almeno tre anni consecutivi, il limite di età viene elevato fino a 39 anni. Parecchie sono le modifiche minori, ma pur significative. Meritano di essere segnalate quelle che prevedono: 1) il computo del servizio militare ai fini dei premi di anzianità e l'aumento a 150 mila lire del premio dei trentacinque anni; 3) l'estensione del trattamento sostitutivo del preavviso (4-5 mensilità) ai licenziati o dimissionari per invalidità ordinaria e dimissionari con 60-65 anni, indipendentemente dall'anzianità; 3) la garanzia di riposo compensativo per prestazioni festive pari o superiori a quattro ore; 4) la corresponsione di una indennità giornaliera ai dipendenti che lavorano in galleria; 5) l'estensione a tutti i lavoratori della maggiorazione del 600A della retribuzione oraria in caso di spostamento del riposo; 6) l'inclusione nella tredicesima e nella quattordicesima mensilità delle indennità previste e normalmente godute, anche se non percepite nei mesi di dicembre o giugno; 7) l'estensione degli aventi diritto alla riduzione sull'energia elettrica; 8) la revisione di vari compensi e indennità. Giancarlo Fossi I dipendenti previdenziali minacciano di scioperare Chiedono l'impegno del governo sul riassetto delle carriere (Nostro servizio particolare) Roma, 29 maggio. (g. f.) Uno sciopero generale sarà attuato al più presto dai dipendenti di tutti gli enti parastatali, compresi quelli previdenziali come l'Inps. La decisione è stata presa oggi dai sindacati di categoria aderenti alla Cgil, alla Cisl e alla Uil, per sollecitare la soluzione di una serie di problemi economici e normativi. In particolare le organizza- al governo «in via ultimativa di esprimere la propria volontà politica in ordine al riassetto autonomo e funzionale delle carriere e dei relativi trattamenti, idoneo a realizzare la corrispondenza tra retribuzioni e funzioni ». li governo, osservano i sindacati, malgrado gli impegni assunti il 3 aprile scorso non ha ancora disposto l'istituzione della commissione mista per lo studio del riassetto e dei diritti sindacali. Non sono state nemmeno aperte trattative con i rappresentanti del personale per definire i problemi relativi al regolamento organico e ai fondi integrativi di presidenza. He/spinte le richieste della difesa La Corte ha deciso: il processo per il talidomide non sarà sospeso Ma i legali degli imputati boicottano il procedimento: hanno presentato 15 testimoni e 16 periti per discutere solo i primi due casi (su 300) (Dal nostro inviato speciale) Aquisgrana, 29 maggio. Il processo per il talidomide continuerà. Le due richieste presentate ieri alla Corte di Aquisgrana dai 18 avvocati difensori dei 7 imputati — sospensione del dibattimento e non accettazione di 197 nuove parti lese — sono state respinte. Il presidente del Tribunale, Weber, ha detto che il punto centrale del processo è l'accertamento della connessione tra l'uso del sonnifero « Contergan » e la nascita di bambini focomelici e disturbi nervosi in adulti. Poiché la Corte considera i danni alle persone come un unico insieme e non come una- serie di casi isolati, essa è della opinione che non vi è ragione di staccare in un processo a parte i fatti denunciati dalle nuove 197 parti lese. Del resto - sidente — il collegio di di fesa ha avuto tempo sufficiente (l'istruttoria è durata sei anni e mezzo) per informarsi sui problemi medici, biochimici e neurologici che verranno discussi durante il processo. Si prevedeva ieri che gli avvocati della difesa avrebbero reagito duramente — forse con un ritiro in blocco — se le loro istanze fossero state respinte. Hanno accolto il rifiuto con molta calma (evidentemente lo aspettavano) e immediatamente sono passati all'offensiva, presentando tutta una nuova serie di richieste di modifiche procedurali, che, se verranno accolte, faranno perdere molto tempo e manderanno all'aria il piano di marcia programmato dal Tribunale. Per esempio, zioni sindacali hanno chiesto II11IHIIIIIIIIIIMIIIIII llllllllllllMIIIIIUIItlllllllM IÌIIIII3II1I1IIIIII lllllf llllIIIll11lllllllllll1IMIIMIIUIIIIIMIMIUIIIinnMlllHIII!frillllMni1l11flHllllllillllllllllllllll l||llllllllllllllllllllllllll!»llt(1lllllllillllHIIHUIIIHIM!tltlllIlllliril L'altra notte in una curva di Dusino San Michele Un evaso s'uccide con l'auto rubata mentre la polizia lo insegue fra Torino e Asti E' un diciottenne di Genova - Fuggito da un istituto di rieducazione, ha raggiunto Torino dove s'è impossessato di una «85Ó» per far ritorno in Liguria: bloccato dagli agenti ha aumentato la velocità schiantandosi contro il muro di una casa - Feriti in uno sbandamento anche i suoi inseguitori (Dal nostro corrispondente) Asti, 29 maggio. L'ex marittimo Elio Crosa, di 18 anni, da Genova, morto ieri notte in un incidente stradale nei pressi di Dusino San Michele, sulla statale dì Asti, mentre cercava di sfuggire all'inseguimento di una pattuglia della polizia, era evaso alcune ore prima dalla Casa di rieducazione di Paliamo (Novara). Il giovane, che per breve tempo era stato imbarcato su una nave come aiuto di camera, due mesi fa a Genova Elio Crosa, di 18 anni, morto sull'auto rubata aveva rubato una motociclet-1 ta. Bloccato poco dopo dagli agenti, in seguito a una sentenza del tribunale dei minorenni, era stato portato alla Casa di rieducazione. Ieri, eludendo la sorveglianza dei guardiani. Elio Crosa è riuscito ad evadere. Giunto a Torino con l'autostop, in via Pragélato, dinanzi al caseggiato numero 11, si è impossessato di una « 850 » di proprietà dell'operaio Antonio Pisanello e ha imboccato la statale per Asti, evidentemente con l'intenzione di ritornare a Genova ove vive sua madre, Palmiro Crosa, di 52 anni, che abita in via G.B. D'Albertis 17. Poco prima dell'abitato di Villanova d'Asti, due agenti della questura di Asti, in servizio sulla statale — Aldo Giannini, di 50 anni, e Marziano Comolli, di 43 — gli Iwnno intimato l'« alt » per il controllo dei documenti. Il Crosa, anziché fermarsi, ha aumentato ancora la velocità. Gli agenti si sono allora lanciati all'inseguimento con la loro « Giulia ». Dopo due chilometri, in una curva nell'abitato di Dusino San Michele, a causa dell'eccessiva velocità e del fondo stradale viscido per la pioggia la « 850 » è andata a schiantarsi contro lo spigolo di una casa di proprietà del fabbro Costantino Valentino. L'urto è stato violentissimo: il pilota è morto sul colpo e la « 850 » è andata dìstrutta. (L'identificazione del giovane è stata resa possibile da una lettera che egli aveva in tasca). La « Giulia » della polizia tallonava l'utilitaria a cento metri di distanza. L'agente Giannini, che era al volante, scorta la « 850 » al centro della statale, ha sterzato: la macchina è uscita di stra- L'auto del fuggitivo fracassata contro la casa dopo una curva a Dusino S. Michele da, ha proseguito la marcia in un prato adiacente per una ventina di metri ed è andata poi a finire contro il muro della stessa casa. I due agenti sono stati subito soccorsi e trasportati all'Ospedale di Asti: l'agente Giannini ha una prognosi di venti giorni per fratture costali, stato di choc e ferite alle braccia: il Comolli, rimasto incastrato fra i rottami della macchina per oltre mezz'ora, ha riportato la frattura del femore e della gamba de- •iiiiiliiiiiiiiiiiililiillilillililliilltilllllliillliliiiiiiiiiiiiiltiitiiiiriiiiiiiiiiiiiitltiiliiiiiiiiiiiiiiiaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiilllllillllliliiililiilillllliiliiia Scala di notte il muro del carcere per stare alcune ore con la moglie Un commerciante calabrese di 42 anni - Scoperto mentre stava per penetrare nella cella, è stato arrestato - La donna liberata perché è in attesa di un bimbo (Nostro servizio particolare) Catanzaro, 29 maggio. (a. e.) A Nicotera, paese in provincia di Catanzaro, il commerciante Salvatore Stilo, di 42 anni, è penetrato di notte nelle carceri del paese dov'è rinchiusa la moglie, perché tormentato dal desiderio di trascorrere alcune ore con lei. Scoperto da un agente di custodia è stato a sua volta rinchiuso in una cella in attesa delle disposizioni del magistrato. Stamane il pretore ha rimesso in libertà la donna, Caterina Vernace, di 40 anni, risultata in stato interessante ed ha arrestato il marito, responsabile d'invasione clandestina di pubblico edificio, reato punibile fino a due anni di detenzione. Caterina Vernace venne arrestata dieci giorni or sono ier scontare una condanna a tre mesi di carcere inflittale dal pretore di Nicotera, poiché era stata sorpresa, alla guida di una vettura, sprovvista di patente. La forzosa lon¬ tananza dalla donna, già madre di una bambina di due anni, aveva sconvolto il marito e nei giorni scorsi l'uomo era apparso malinconico e depresso. A nulla erano valse le esortazioni degli amici e parenti che gli ripetevano sovente: « Non te la prendere, tre mesi passano presto e Caterina tornerà nuovamente a casa ». La notte scorsa, infatti, il commerciante ha attuato un piano a lungo meditato e sembra che non abbia avuto complici nella realizzazione del suo assurdo disegno. Munito di una lunga scala e di una torcia elettrica è salito sul tetto del carcere, una costruzione ad un piano al centro del paese, e senza farsi scorgere si è calato con una fune sul davanzale di una finestra, la cui stanza è adibita ad ufficio. Di li facilmente ha raggiunto la cella dove era rinchiusa sua moglie. Mentre armeggiava intorno alla serratura per forzarla è stato notato dalla guardia carceraria Rocco Nevoso, di 47 anni, che dopo un'animata discussione lo ha isolato in una stanza, informando del fatto l'autorità giudiziaria. Salvatore Stilo non era al corrente, che nei giorni scorsi, la moglie colpita da ripetuti malesseri era stata sottoposta a visita medica ed era risultata in attesa di un bimbo. Per cui stamane, il pretore ha disposto la libertà provvisoria per la donna e l'arresto del marito. * ; Giovane assolto dall'accusa di percosse alla moglie Avigliana, 29 maggio. (a. v.) Davanti al pretore è comparso oggi l'imbianchino Salvatore Ponzo, di 29 anni, abitante ad Avigliana in via Portigliatti 82. Il magistrato lo ha assolto per insufficienza di prove dall'accusa di ingiurie e percosse alla moglie Maria Rosa Lorenzon, di 22 anni, che vive separata a Torino, e di ingiurie alla suocera Virginia Meneghel. stra ed altre lesioni. Per luì la prognosi è di 160 giorni. Il proprietario della casa contro la quale sono finite le due vetture ha dichiarato: « Dormivo. Poco dopo le 2 sono stato svegliato da un boato: sembrava fosse scoppiata una bomba. Un minuto dopo il fragore si è ripetuto, seguito dall'urlo di una sirena. Son corso fuori ed ho visto le due auto che si erano schiantate contro il muro della mia casa ». La curva del Dusino è tristamente nota: di recente un camion aveva danneggiato notevolmente la casa del Valentino, e questi aveva fatto rinforzare il muro con alcuni pilastri di cemento armato. Oggi nel cimitero di Dusino San Michele, ove è stata trasportata la salma, sono giunti alcuni parenti del Crosa, che hanno compiuto le formalità del riconoscimento. v. m. Giovane muore nell'auto che sbanda per la pioggia La vittima è un rappresentante milanese di 24 anni Chivasso, 29 maggio. (e. c.) Un giovane rappresentante di commercio. Cesare Ballarin, di 24 anni, residente a Milano, via Cignoli 20/8, è rimasto ucciso nell'auto sbandata per la pioggia e che si è poi schiantata contro un camion. L'incidente è avvenuto verso le 13 sulla statale Torino-Milano, all'ingresso dell'abitato di Chivasso, nei pressi dello stabilimento « Rivoira ». Il Ballarin, al volante di una « Mini Minor », da Torino viaggiava verso Milano quando nell'abbordare una curva, a causa del fondo reso viscido dalla pioggia, la vettura sbandava finendo sul lato sinistro della strada. In quell'istante sopraggiungeva un autocarro guidato dall'autista Dino Moscatelli, 44 anni, residente a Biella via Cerione 2. Lo scontro è stato inevitabile: l'auto è rimasta incastrata sotto la parte anteriore del pesante veicolo. Sul posto sono intervenute un'ambulanza della Croce rossa e la polizia stradale di Chivasso. Trasportato all'ospedale il Ballarin è stato sottoposto ad un delicato intervento. All'una di notte è pe- ha detto il pre- ] soltanto per la discussione dei primi due casi di disturbi nervosi causati dal « Contergan » (su circa 300 che dovranno venire trattati nei prossimi due anni), gli avvocati della difesa hanno presentato un elenco di 15 testimoni e di 16 periti. A turno, gli avvocati si sono alzati a parlare in difesa dei loro mandanti, tanto che il presidente li ha ammoniti a non fare arringhe anticipate. I difensori hanno allora messo in dubbio la validità scientifica delle perizie presentate dalla pubblica accusa e hanno chiesto una superperizia di un neurologo svizzero, il professor Kaeser, di Basilea, il quale dovrebbe esprimere un giudi zio sul lavoro dei suoi colleghi tedeschi. Indignato, un avvocato di parte civile ha detto: «E allora noi chiediamo una perizia sul perito che giudicherà i periti ». La richiesta è stata tuttavia accettata, dopo che la Corte era rimasta un'ora in camera di consiglio. Quando alfine, spazientito, il presidente ha preso la parola e ha detto « E ora veniamo ai fatti », si è avuto un nuovo colpo di scena. Tutti e sette gli imputati, ai quali la legge permette di non rispondere agli interrogatori, hanno dichiarato che non hanno intenzione di parlare. In tal modo la tattica temporeggiatrice e ostruzionistica della difesa ha avuto ancora una volta ragione: la prima fase sostanziale del processo — l'interrogatorio degli imputati — è durato in tutto tre minuti. L'udienza ha dovuto venire sospesa e rinviata a martedì prossimo per l'escussione delle prime due parti lese (due adulti sofferenti di turbe nervose) e di tre periti. La difesa, dal canto suo, farà convenire ad Alsdorf i 31 testimoni e periti preannunciati oggi, con la speranza che la Corte accetti di sentirli. In questo caso si perderebbero molti giorni e tutto il fitto programma di interrogatori previsti verrebbe scompaginato. Se invece la Corte si rifiuterà di ascoltare i testi e i periti a discarico, è previsto che la difesa, agguerritissima, farà chissà quali altre difficoltà. Se si continuerà al ritmo di questi primi tre giorni, con continue sospensioni per decidere su istanze dei difensori, dei bambini senza braccia e senza gambe che aspettano una sentenza per ottenere aiuto, si comincerà a parlare non in agosto, ma appena alla fine dell'anno e il processo finirà non fra due, ma forse fra tre o quattro anni. Gli imputati hanno tempo, la « Chemie Gruenenthal » lavora ed essi percepiscono uno stipendio. Tito Sansa rò deceduto. IIIIUIIIIMMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIilllllllllllMIIIIIIIIIIIIIIIIMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII Una lettera del Papa al Patriarca di Mosca Paolo VI esprime la convinzione che le due Chiese arriveranno a rapporti fraterni (Dal nostro corrispondente) Città del Vaticano, 29 maggio. Vengono oggi pubblicate sull'Osservatore Romano due lettere autografe di Paolo VI, rispettivamente al patriarca di Mosca e « di tutta la Russia », Alessio, e al prelato cattolico lituano, mons. Matulaitis Labukas, amministratore apostolico di Kaunas. Nella prima, in occasione delle celebrazioni in corso del cinquantesimo anniversario del ristabilimento del patriarcato ortodosso di Mosca, il Papa auspica un « approfondimento dello spirito religioso del popolo russo e nuovo vigore per i cristiani che si sforzano di rendere testimonianza a Cristo in un mondo che ha tanto bisogno di Lui ». Nell'autografo al prelato cattolico di Lituania, Paolo VI rileva le « grandi difficoltà » incontrate dalla Chiesa in Lituania, e si dice fiducioso per l'avvenire: « Le preghiere di tutta la Chiesa, le assidue sollecitudini della Sede apostolica, la forza dei lituani nella sofferenza e nella attesa — scrive tra l'altro — fanno legittimamente preve¬ dere che sorgerà presto per la Chiesa in Lituania un'epoca di vera pace, di concordia e di libertà ». Nel messaggio al patriarca ortodosso di Mosca, il Papa si rallegra inoltre per il progressivo miglioramento delle relazioni tra cristiani d'Occidente e d'Oriente: « Se in un passato lontano, come in epoca più recente — afferma — malintesi, mancanze di comprensione ed in particolare alcuni atti dolorosi hanno messo in opposizione la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa, noi vediamo nei contatti di questi ultimi anni il pegno dì un nuovo sviluppo della carità fraterna, della mutua comprensione e di una azione comune per risolvere in modo felice le divergenze che esistono ancora tra questa sede di Roma ed il patriarcato di Mosca ». Alle celebrazioni ortodosse di Mosca, che hanno avuto inizio il 26 maggio e si concluderanno il 2 giugno, partecipa una delegazione ufficiale della Chiesa cattolica. f. p. Avviso amichevole e confidenziale a quei signori (e non sono molti) che ancora non usano la "PASTA DEL CAPITANO" La nostra tattica di persuasione si basa esclusivamente sulle qualità intrinseche del prodotto, sulla scelta delle materie prime, sulla purezza e fragranza degli olii essenziali impiegati e sul risultato che del resto è evU dente, cioè DENTI BIANCHI e respiro profumato Il prezzo però non è tra i più economici, poiché il nostro dentifricio costa 400 lire il tubo gigante, ma è giustificato dalla bontà di un preparato che ha ormai conquistato la fi* ducia di milioni di persone. Questo avviso, ripetiamo, dovrà appunto persuadere ad acquistare, meglio in forma* eia, un ottimo dentifricio e portare così nella propria famiglia un preparato che, per la sua massa uniforme composta da sostanza inerti, impalpabili e ventilate, raggiunge lo scopo ed evita il danno. 1 Farmaceutici Dott. Comm. 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