Anno 102 - Numer© 138 LA STAMPA Martedì 11 Giugno 1968 17 Un convegno per « l'aggiornamento del medico Novità nella terapia e diagnosi di malattie dell'apparato digerente La recente scoperta della mancanza di particolari enzimi (fermenti) in persone sofferenti di disturbi alimentari - L'allergia al latte materno ed a quello di mucca nell'infanzia - Le gastro-enteropatie (Dal nostro inviato speciale) Olbia, 10 giugno. In questa meravigliosa Co- - sta Smeralda — ove ogni rumore è escluso per non turbarne la quiete — anche i medici hanno scoperto l'angolo più adatto ai sere- i ni incontri internazionali di i studio per i vari gruppi di esperti. Pertanto oggi, a Porto Cervo, si è inaugurato il primo dei « Convegni medici Europa » dell'Istituto De Angeli, che, in accoglimento delle « raccomanda- ' zioni » della Organizzazione mondiale della sanità, sono intesi al periodico indispen- ; sabile aggiornamento del i medico pratico. Sul prestigio di questa at- ; tuazione in rapporto alla ri- i cerca scientifica hanno riferito in apertura il prof. En- ; rico Adami) di Milano, ed il prof. Lino Businco, di Roma. L'iniziativa, in collabo- ; razione col Centro studi biologici dell'Ordine di Malta, j ha portato subito all'ordine : del giorno alcuni nuclei di interesse più corrente della patologia dell'apparato digerente, vista alla luce delle : più moderne interpretazioni diagnostiche e terapeutiche. Una rivoluzione alimentare è già cominciata con l'adozione di cibi tanto raffinati da ridurre l'attività masticatoria esercitante idonei riflessi motori e secretori nei vari segmenti digestivi. Rivoluzione che sembra voler continuare, attraverso la concretizzazione di approvvigionamenti di materiale proteico fornito da micro-organismi allevati sul petrolio, via via forse fino all'uso di prodotti realizzati per via sintetica. Ma, lasciando ad altri le avveniristiche previsioni, qui si è cominciato, invece, col riesaminare dati anatomici e quei meccanismi funzionali dell'apparato in causa (relatori il Virno di Roma, e F. Verzar, dell'Istituto di gerontologia di Basilea); che sono subordinati anche alla influenza del .sistema nervoso. Di comune osservazione è, ad esempio, il fatto che i soggetti nevrotici digeriscono male e che lè emozioni si ripercuotono diversamente sulla secrezione gastrica. Aumentano questa l'ira e i sentimenti ostili, cioè emozioni di tipo aggressivo; la diminuiscono la malinconia ed il dolore, forme emotive deprimenti. Fatte queste premesse, il convegno è entrato nel vivo della patologia gastroduodenale. Un po' per precedenza d'età dei pazienti, un po' per una certa attualità stagionale, sono state di .prima scena (relatore K. Kulbat, di Praga) le gastro-enteropatie infantili, che in un passato non ancora tanto remoto. incidevano notevolmente sulla mortalità della infanzia e che, con le caratteristiche profuse diarree, hanno tuttora un culmine di frequenza tipicamente estivo. Approfondite nuove conoscenze sulla loro genesi e gli avanzati progressi pediatrici nel campo della nutrizione, in coincidenza con le migliorate condizioni di vita, sociali, culturali ed igieniche, hanno assai modificato l'andamento e la prognosi di esse; ma un cèrto rischio resta ancora, quindi la necessità della vigilanza, per provvedimenti preventivi e terapeutici. In verità, si distinguono due gruppi di tali forme morbose intestinali infantili. L'uno agisce in via acuta, con diarrea e disturbi digestivi in genere non troppo allarmanti, ed altre volte al contrario presentanti fenomeni altamente tossici. L'altro ha invece un decorso piuttosto prolungato, durante il quale il bimbetto cresce solo al rallentatore sia nel peso che nella statura (distrofia), con recidivanti difficoltà digestive. Gioca la sua parte nella genesi di questa storia morbosa il fatto che il fabbisogno calorico del lattante per chilogrammo di peso al giorno è due o tre volte superiore a quello dell'adulto. Di conseguenza il lavoro dell'apparato digerente dev'essere più intenso. Ne risulta un più facile indebolimento ed una maggiore vulnerabilitii da parte di fattori am¬ bientali molesti o infettivi. E' poi avvenuta di recente una scoperta non indifferente. Talora nelle cellule digestive può verificarsi la mancanza, ereditaria o acquisita, totale o parziale, permanente o temporanea, di qualche enzima (fermento) normalmente operante nel corso della catena del metabolismo dei componenti fondamentali dell'alimentazione, con conseguenti intoppi o arresti dello svolgimento. Orbene è comprensibile che proprio da tale deficit enzimatico (enzimopatia) dipendano altre forme di enteropatie infantili per l'incompletezza della digestione e riverbero negativo ancora sulla crescita del bambino. Altre enteropatie dell'infanzia sono ora riconosciute addebitabili ad esempio all'allergia al latte materno od a quello di mucca, oppure a quella grave intolleranza al glutine dei farinacei, o talora sgorganti da fonti medicamentose. Classificati, dunque, i vari complessi dei disturbi digestivi con inerenti riflessi sullo stato generale e sui processi di accrescimento del bambino, si è potuto prospettare non soltanto la relativa terapia più idonea, ma anche direttive di profilassi, in cui gioca buona parte la speciale condotta alimentare. Oggi si è pure discusso sulle posizioni attuali delle gastroduodeniti (relatori Labò, Barbara e Gasbarrini, di Bologna) e dell'ulcera gastroduodenale (relatore F. Martinez, di Siviglia). Il congresso continua e prenderà in considerazione anche i tumori (relatore E. Malan, di Milano), coliti generali, diete positive, terapia idroclimatologica. Ne riferiremo a lavori conclusi. Angelo Viziano . Cesto teppistico a Milano Incendiano polvere pirica nella basilica di S, Babila La fiammata non ha provocato danni - Trovati nella chiesa volantini del « Movimento nikilista » (Dal nostro corrispondente) Milano, 10 giugno. Un atto teppistico è stato compiuto nella centralissima basilica di piazza San Babila: sconosciuti hanno dato fuoco a della polvere pirica contenuta in un vasetto di vetro. L'episodio è avvenuto poco dopo le 16. Nel tempio, a quell'ora, sostavano in preghiera alcuni fedeli. Mentre il sagrestano, Mario Manardi, di 38 anni, stava sistemando le sedie, improvvisamente, la grande navata è stata illuminata da una vampata. Poiché non era stato avvertito scoppio alcuno, il sagrestano aveva creduto trattarsi di un incendio. E' corso in sagrestia, ha afferrato un piccolo estintore ma non è riuscito ad azionarlo. Fortunatamente la fiammata si è subito spenta dopo aver bruciacchiato il rivestimento di legno di una colonna che sostiene il palco dove è siste¬ mato l'organo, al disopra del portale centrale della antica chiesa. Pochi minuti dopo, sul posto è arrivata una pattuglia della « Volante » seguita dai carabinieri del nucleo investigativo e da agenti della Mobile. Durante il sopralluogo, la polizia ha trovato nella chiesa un volantino firmato « Movimento nikilista » che conteneva frasi contro la religione. Il sagrestano ha dichiarato di aver notato nella basilica, poco prima della fiammata, due giovani che confabulavano tra loro vicino all'organo. I due si sono fermati pochi minuti quindi se ne sono andati. E' probabile che questi siano gli autori del gesto teppistico. Sulle loro tracce si è messa la polizia che a tarda sera ha fermato alcuni « capelloni » della zona noti per le loro idee anarchiche. g. m. niiiifiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiniiiiiniiniiniitHiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiitiiiiitiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii luminimi mimi illuminili mmiiiiiiiii limimi iiimmmimmmiimimmmmmmimmmin IERI SERA DAVANTI ALLA STAZIONE DI PORTA NUOVA Fermato a Torino l'uomo indiziato per l'uccisione dei coniugi di Asti Si chiama Giuseppe Soddu, ha 44 anni, sposato e con tre figlie - Era scomparso dal giorno del delitto - Ieri telefona alla moglie: «Ti aspetto in stazione a Torino. Porta le bimbe. Andremo tutti in Sardegna » - La polizia intercetta la comunicazione e circonda lo scalo ferroviario Alla vista degli agenti, l'uomo fugge ma è inseguito, preso e trasferito in questura ad Asti: drammatico interrogatorio nella notte lui mi voleva bene e aveva intenzione di sposarmi. I miei genitori erano contrari, non volevano che Giuseppe diventasse mio marito, perché ave- senti ". Mi ha risposto: " Ma cosa vogliono da me? ". Gli ho detto che non lo sapevo, e lui: "Allora rispondi che quando ti diranno che cosa Il processo si trascina fra l'indifferenza Documenti sul talidomide rubati ad un teste d'accusa? La denuncia del neurologo prof. Frenkel: il suo studio (in cui erano custoditi 10 mila lettere e documenti sul tragico farmaco) scassinato dai ladri va avuto delle noie con la giù-1 vogliono io andrò da loro. Giuseppe Soddu, tra gli agenti, dopo essere stato fermato alla Stazione di Torino (Dal nostro inviato speciale) Asti, 10 giugno. L'operaio sardo sospettato per l'uccisione dei coniugi Gloriondo Marani ed Emma Oliverio, trovati cadaveri nel loro alloggio ad Asti, è stato fermato questa sera a Torino alla stazione di Porta Nuova. Si chiama Giuseppe Soddu, ha 44 anni e risiede ad Asti in corso Dante 124. Mancava da casa dal giorno in cui è stato compiuto il delitto. Poche ore prima di essere bloccato, aveva fatto una breve concitata telefonata alla moglie: « Vieni con le bambine, ti aspetto a Porta Nuova, andremo tutti in Sardegna ». La comunicazione era stata intercettata ed era immediatamente scattata l'operazione di polizia. In serata la donna è partita con le piccole ed ha raggiunto la stazione di Torino. Tutte le entrate e le uscite erano già controllate; agenti e carabinieri erano appostati in diversi punti. La moglie dell'operaio è rimasta a lungo ad aspettare, è andata avanti e indietro in attesa del marito. Stava infine per andarsene, pensando che ormai non sarebbe più arrivato quando Giuseppe Soddu è comparso tra la folla nell'atrio. In pochi istanti agenti e carabinieri si sono precipitati verso di lui. Appena li ha visti, l'uomo ha tentato di fuggire, s'è messo a correre fra la gente sbigottita. E' stato raggiunto dopo un breve, drammatico inseguimento, mentre cercava di rifugiarsi in uno stanzino. L'hanno fatto salire su una auto che è subito ripartita. Alle 21,45 Giuseppe Soddu era nel cortile della questura di Asti. Poi è cominciato per lui un lungo interrogatorio, che parlato con sua moglie, Vincenza Piana, trentaquattrenne, qualche ora prima che ricevesse la telefonata del marito. La donna abita in un appartamento di due stanze abbastanza decoroso, con ' le tre figliolette, Antonietta, di cinque anni, Nicoletta, di sette e Marisa, di otto. Gracile, gli occhi neri e fondi, il viso indurilo dai disagi e dalle ansie, si aggirava disperata per la casa tormentandosi le mani, mentre le lacrime le correvano per le guance. Vincenza Piana ci ha raccontato la sua storia, quella del suo matrimonio con Giuseppe Soddu, della sua vita densa di sacrifici. E' nata a Terracina ma è vissuta per lungo tempo a Orani. dove risiedevano i suoi genitori. «Conobbi Giuseppe là ad Orani — quasi — undici anni fa. Allora era emigrato, lavorava come muratore in Francia. Tornò al paese per passare qualche giorno e cominciò ad interessarsi di me. Mi mandava sua cognata a dirmi che stizia. Ma in fondo era stato poi assolto ». Giuseppe Soddu e Vincenza Piana si incontrarono a Civitavecchia e quasi subito partirono insieme per Parigi, dove l'uomo aveva trovato la[ voro e anche un piccolo alloggio. Ma dopo qualche anno tornarono in Italia: la donna non stava bene, aveva avuto un forte esaurimento nervoso. Andarono a Roma per vedere se trovavano dei paranti, ma non c'erano. « Cosi — racconta Vincenza Piana — decidemmo di venire qui ad Asti. Mio marito c'era già stato da scapolo e sapeva che ci stava un suo compaesano». Avevamo chiesto a Vincenza Piana quali fossero i rapporti fra lei e suo marito e i coniugi Marani, le vittime del delitto. « Qualche anno fa abitavamo nella stessa casa, in via Migliavacca 11. Per un certo periodo io ero stata occupata al convitto "Fulgor" lo stesso dove era a servizio Emma Oliverio. Eravamo buoni conoscenti ». Le avevamo chiesto perché Giuseppe Soddu era scomparso così d'improvviso senza dire il motivo e lasciare una traccia. Sua moglie s'era passata le mani tremanti sul viso angosciato ed era scoppiata in singhiozzi. «Non so — ci aveva detto — non so spiegarmelo. L'ultima volta che l'ho visto è stato mercoledì mattina. Erano quasi le sette, doveva andare a lavorare. Mi ha detto: " Se questa sera verso le dieci non sono ancora rientrato, vuol dire che mi sono fermato per il lavoro. Sta tranquilla ". Invece non è più tornato. Nei giorni scorsi mi ha telefonato, non so neanche da dove. L'ho subito avvertito: " Guarda che qui in casa nostra c'è la polizia, è meglio che ti pre- u 111m i m il 11111111m 111111111 ì r 11r mij 111111 e n1111 ! m 11111111ui(im 111111111111t i m 11111 n111111111 ; 1111111j11 ; 111 il i i111;11 ri 11 m1111i11 m u li ii 11111111 i 111111111m 1111 Studente di Casale suicida con i barbiturici a Milano Aveva 26 anni e frequentava la facoltà di Ingegneria - Trovato cadavere nel letto - Ha lasciato lettere per i familiari (Dal nostro corrispondente) Milano, 10 giugno. Uno studente universitario piemontese si è tolto la vita nell'appartamento che occupava a Milano. Il suicida è Carlo Valpreda, di 26 anni, studente in ingegneria, da Casale Monferrato, che aveva trovato un alloggio in via Ripa Ticinese 126. Il custode dello stabile da qualche giorno non vedeva più uscire il giovane e, temendo che non si sentisse bene, questa sera è andato a bussare alla porta del suo appartamento. Dall'interno però nessuno ha risposto. Ha cosi deciso di chiamare la polizia, che, abbattuto l'uscio, ha trovato il Valpreda ormai cadavere nel suo letto. Sul comodino da notte sono stati trovati dei tubetti di barbiturici e alcune lettere di si protrae ancora nella notte. | rette ai familiari. Questo pomeriggio abbiamo I g. m. Una ragazza accusa l'amica: « Ha tentato di bruciarmi viva » Roma, 10 giugno. La polizia sta indagando per accertare la consistenza di una gravissima accusa mossa da una donna di 22 anni, Antonia Martin, contro la ventiquattrenne Luna Manzi, entrambe abitanti in via Sartori 51. La Martin sostiene che l'amica ha tentato di ucciderla cospargendola di trielina. Le giovani, il 14 marzo, furono ricoverate al policlinico « Agostino Gemelli » per ustioni in varie parti del corpo. Furono giudicate guaribili in una decina di giorni. In quell'occasione la Manzi dichiarò che, mentre erano accanto ad una stufetta a gas nel loro appartamento, la Martin stava adoperando della trielina per smacchiare un vestito: improvvisamente, i vapori provocarono una vampata che avvolse le due donne. La Martin fu trasferita al reparto ustionati dell'ospedale Sant'Eugenio; il 20 marzo entrò in coma, ma fortunatamente le energiche cure ebbero l'effetto sperato e la donna pochi giorni fa è stata giudicata fuori pericolo. Ieri sera la Martin ha chiamato un agente di servizio all'ospedale e ha detto che quanto dichiarato dalla Manzi in merito all'incidente non corrisponde al vero. La giovane, infatti, sostiene che, nel corso di un litigio, l'amica le gettò addosso — la donna in quel momento era nuda — un flacone di trielina; quindi, acceso un foglio di carta alla stufa a gas, glielo avvicinò tramutandola in una torcia umana. Pentita, la Manzi si ustionò nel tentativo di spegnere le fiamme. Sono già stato due volte in galera innocente e non voglio finirci per la terza " ». « Non posso credere — aveva concluso tra le lacrime — che mio marito sia stato capace di fare una cosa così terribile ».' Giuliano Marchesini (Dal nostro corrispondente) Bonn, 10 giugno. Il processo per il talidomide, il medicamento al quale si attribuiscono disturbi nervosi di adulti e la nascita di migliaia di bambini deformi, è nuovamente minacciato. Non rischia più di essere interrotto e rinviato alle calende greche (come si era temuto nei primi tre giorni di udienza), ma di impaludarsi, per mancanza di fatti concreti e per l'indifferenza di testimoni e di periti. Oggi, alla sesta udienza, non è stato fatto alcun passo innanzi per l'accertamento di fatti di un qualche valore. Non è stato possibile sentire due parti lese, perché decedute, non è stato possibile ascoltare medici e professori universitari, perché in viaggio, o malati, o perché avevano da tenere importanti lezioni. Nell'aula del processo, il teatro della miniera « Anna » di Alsdorf, presso Aquisgrana (oggi vuota come mai in precedenza), si è proceduto nel disinteresse generale alla lettura dei due defunti che accusarono disturbi nervosi, formicolìi alle estremità, capogiri, senso di freddo agli arti. All'eccitazione dei primi giorni, nel teatro è subentrata la noia. Perfino gli avvocati della difesa hanno la-, mentato che finora non si sia esaminato neppure un caso grave, sul quale si possa discutere un'eventuale connessione tra l'uso del sonnifero a base di talidomide (il « Contergan ») e i disturbi. L'unica nota di attualità è stata data a margine del processo dalla notizia che ignoti hanno cercato di penetrare a Francoforte nello studio del neurologo prof. Horst Frenkel, che è uno dei principali testimoni di accusa del processo. Un mese fa — si è saputo solo oggi — il professore scoperse che la serratura della stanza nella quale ha raccolto circa 10 mila lettere e documenti sul talidomide, era stata scassinata. Data l'ampiezza del materiale di documentazione, il neurologo non è in grado di dire se gli sono stati sottratti documenti interessanti il processo, t. s. -f- ge annualmente nella città di frontiera. Alla manifestazione hanno preso parte dodici vetture spider Fiat 124 infiorate, con a . bordo indossatrici di alta moda, tredici complessi folcloriM0ltÌ tUriSti a Ventimiglia siici musicali e altrettanti cari i I, i- a ' t* m rl a soggetto. La giuria ha per ia «Battaglia nei non» dato la vittoria al carro « Il (Dal nostro corrispondente) torneo » realizzato dal gruppo Ventimiglia, 10 giugno. « I schernii »; al secondo po(i. m.) Alla presenza di cir- sto «Flamenco » del gruppo ca 40 mila turisti si è svolta « Cheli du murin'»; terzi a ieri la trentesima edizione pari merito « Il Dio del madelia « Battaglia dei fiori », il re » e « Il pifferaio di Hamecarosello fiorito che si svol- lin ». mmiimmMmmmmimiiimmmmmimimmmmmiimmmmmimmmmmiimnmmn Maestrina colta da malore piomba con l'auto in un canale La giovane, di Villafranca Piemonte, è grave - Ferita la sorella quindicenne - Le due ragazze salvate dai passanti (Dal nostro corrispondente) Pinerolo, 10 giugno. (m. g.) Una giovane insegnante di Villafranca Piemonte, la maestra Maria Rosanna Capello, di 20 anni, mentre quest'oggi alla guida della sua auto viaggiava con la sorella Chiara, di 15 anni diretta da Villafranca verso Vigone, colta da improvviso malore, si accasciava sul volante. La vettura, dopo un pauroso sbandamento, usciva di strada e piombava in una roggia profonda circa due metri. Alcuni passanti, subito accorsi, hanno estratto dall'abitacolo sia la guidatrice sia la sorella e dopo aver prestato i primi soccorsi hanno trasportato le due giovani all'ospedale « Agnelli » di Pinerolo. Le condizioni dell'insegnante sono apparse particolarmente gravi per la frattura della base cranica. I medici l'hanno ricoverata con prognosi riservata. Chiara Capel¬ lo invece è stata giudicata con prognosi di quindici giorni per lesioni non gravi. Grande folla ai funerali dell'aviatore morto a Cameri Novara, 10 giugno. Una grande folla ha partecipato, oggi alle 16, ai funerali del sottotenente pilota Enrico Bertozzi, precipitato ieri pomeriggio con il suo aereo mentre ritornava da Torino dopo aver preso parte alle esibizioni acrobatiche nel cielo di Caselle. : In corso Garibaldi la bara è stata posta su di un autocarro militare scoperto che è partito per la base Nato di Cameri; di qui la salma proseguirà per San Nicolò di Venezia. Domani, giorno in cui il ten. Bertozzi avrebbe' compiuto 23 anni, la salma del giovane pilota, vittima del suo dovere e del suo altruismo, sarà tumulata nella tomba di famiglia. •^^il&lJIlM^^illii^^Éii:;:::: OFFERTA PROVA-PIETANZE doppio gusto non so/o alle minestre ma a tutto il pranzo col doppio brodo m ■■un " ' "" *- 1